Finally in New York

Finalmente New York, finalmente la grande mela. Un viaggio sognato fin da piccola, per andare a vedere la città di cui tutti i film parlano, dopo tutte le serie di “Sex on the City” non potevo perdermi la città dalle mille luci, dai colori forti degli schermi pubblicitari, dagli odori dei fumi che escono da tombini, dai profumi di ristoranti di ogni tipo, come i piccoli bar on the road, e ovviamente dai tanti, tantissimi negozi!

No, non siamo in una spiaggia deserta, in una foresta sperduta o in una valle di templi, ma New York è una delle tante città che si devono vedere almeno una volta nella propria vita!

C’è chi parla di un ammasso di grattacieli, di una città di cemento che non regala emozioni. Non è così.

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New York vuoldire entrare in una dimensione diversa, nella piccola grande mela c’è tutto, tutto quello di cui si ha bisogno.

Parto per gli USA qualche mese dopo la mia maturità, il regalo di diploma tanto atteso finalmente stava per essere scartato.

Eravamo io ed una mia grande amica, di quelle amiche che conosci da quando ancora guardavi i cartoni animati, stavamo per passare da una tipica realtà italiana ad un’altra davvero diversa.

Primo viaggio oltreoceano per entrambe, giovani ed elettrizzate!

Un cugino di mio padre, che vive ormai da 30 anni a Closter, nel New Jersey, ci avrebbe ospitato.

In realtà siamo molto legati tra noi, nonostante la parentela non sia troppo stretta. Io lo chiamo zio (sarà perché mi piace l’idea dello “zio d’America?) e sono in ottimi rapporti con i suoi figli, i miei cugini americani che ogni estate, fin da piccoli, vengono in Vacanza in Sardegna e con i quali spesso si esce insieme.

Arrivate all’aeroporto di Newark tutto ci sembrava gigante, le strade, i parcheggi, le macchine, i cartelli, tutto sembrava 3 volte rispetto la normalità!

Closter è a 15 minuti da Manhattan, percorrendo un pezzo di autostrada e il George bridge, si arriva in un attimo.

Dopo i primi due giorni passati ad esplorare la città con Zia Laura (moglie di mio zio e autentica americana), abbiamo iniziato a girare la città da sole. Questi sono solo alcuni scatti dei meravigliosi 11 giorni nella città più moderna che avessi mai visto.

Come tutti, non ci siamo perse il panorama Dall’ Empire state building, tantomeno abbiamo esitato a fare una fila di ben quattro ore per prendere il battello che ci avrebbe portato alla famosa statua della libertà. Una piccola isoletta, davvero piccola, che ospita questa simbolo ricco di significato, storia e tradizione.

    

Quando si prende il battello, abbandonando la terra ferma, la vista su Manhattan è davvero suggestiva.

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Times square e Soho sono i quartieri/zone che maggiormente ho apprezzato perché così diversi tra loro ma ognuno con caratteristiche ben precise.

Time square è luce artificiale, grattaceli, shopping, ristoranti, le famose pubblicità sugli schermi giganti, il grande store M&M’s, si respira quell’aria che mi immaginavo da casa guardando film, quella sensazione di essere in una città bellissima, moderna, all’avanguardia, zeppa di persone da tutto il mondo, la città che può darti tutto.

  

Soho è diverso, si esce dalla metro e ci sente a Madrid, o forse a Londra o perché no a Berlino. Il quartiere europeo di New York non ha grattacieli, ma grandi palazzi, i nostri, quelli che noi definiamo, appunto, europei. La sensazione è proprio quella di essere in una metropoli non troppo lontani da casa, in realtà basta spostarsi di qualche metro dall’uscita della subway per scorgere gli alti colli dei famosi “palazzoni” americani.

  

Abbiamo girato, camminato tanto, tantissimo, abbiamo cercato di vivere la città evitando taxi o autubus.. Preparate le scarpe da ginnastica!

La passeggiata sulla “quinta strada” aveva sapore di troppe scene da film, quante volte avevamo visto quei famosissimi metri asfaltati? Negozi da sogno, taxi gialli, signore ben vestite con decine di buste, i classici business Man che corrono chissà dove con il loro inmancabile caffè take away  di Starbucks: per un attimo mi sono sentita sul set!

  

Nonostante non abbiamo potuto vivere la vera nightlife Newyorkese vista l’età (noi 19 e la legge impone i 21), godere di questa magnifica, strana, diversa, nuova e stimolante città durante il giorno è stato pazzesco!

Se andate d’inverno come noi forse non sarà il massimo fare una lunga passeggiata a central park (che comunque dovete assolutamente vedere!), ma che ne dite di andare a pattinare al Rockefeller center?

New York è New York, non c’è niente di uguale al mondo, bisogna andare e visitarla per capire la sua vera essenza.

Sotto Natale “dicono” sia magica ed io non vedo l’ora di scoprire se è vero!!!

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