EXPO 2015: IL PODIO!

Eravamo rimasti al quarto posto con il Marocco, ma chi si è aggiudicato il podio a Expo 2015?

La mia personale classica vede sui primi tre gradini Nazioni che sono state per me una vera scoperta. Ma vediamo di chi si tratta!

3 – ANGOLA

Questa nazione non era nella lista dei padiglioni che avrei voluto vedere finché non ho iniziato a leggere varie recensioni su Internet che mi hanno convinto (e ho fatto bene!).

Presente e passato, tecnologia e tradizione, l’Angola ha affrontato molto bene il tema expo: entrando, ci si trova davanti a delle alte colonne che mostrano video di persone che parlano della propria terra. Alcuni sono giornalisti di telegiornali nazionali, altri lavoratori nel campo del turismo, dell’industria.

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Il padiglione è suddiviso in 3 piani e lo si percorre attraverso una sorta di percorso obbligatorio, esattamente come in molti altri Paesi.

La tecnologia è in netto contrasto con le immagini tradizionali della cultura Angolana raffiguranti il lavoro nei campi delle donne. Queste stesse immagini sono poi associate a proiezioni di frutta, verdura e alimenti comuni nella zona. Ci sono diversi computers attraverso i quali si possono leggere informazioni su agricoltura e allevamento, nonché caratteristiche di tipici attrezzi utilizzati per lavorare.

Mi ha affascinato molto l’unione del progresso tecnologico al lavoro tradizionale, un Paese in via di sviluppo che conserva comunque le sue radici.

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Proseguendo, l’Angola non solo racconta la sua cucina illustrando piatti tipici, ma offre la possibilità a tutti di imparare e magari prendere qualche appunto, mostrando video-ricette (assolutamente al passo con i tempi, dove cucinare e filmarsi è diventato molto popolare!) e consigliando quantità corrette per ogni ingrediente.

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Per raccontare questo padiglione forse ci vorrebbe un intero articolo visto che non sono mancati cortometraggi sulle tipiche danze e tradizionali riti Angolani, ma anche arte moderna, giochi per bambini e un interessante video che raccontava la costruzione del padiglione stesso, dal progetto alla realizzazione.

E ancora un mini supermercato con prodotti tipici e una grande terrazza su Expo che ospita piante presenti nella Nazione.

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Insomma che dire.. l’Angola è stata una bellissima scoperta, mancano pochi giorni alla fine di expo.. non perdetevela!

2 – COREA DEL SUD

Frutta, verdura e disturbi alimentari. Condite tutto con una tecnologia di alto livello ed il padiglione della Corea è pronto!

Forse l’unica Nazione che ha fortemente illustrato i problemi alimentari, a partire da una curiosa raffigurazione del concetto di “grasso” , un insieme di bolle sopra le quali diversi corpi in sovrappeso si muovono. Ecco il concetto di obesità e alimentazione scorretta, rappresentato dalla Corea del Sud.

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Ma il forte impatto è dato dalla rappresentazione successiva:

Il bianco e il nero, il poco e il troppo, la fame e l’obesità.

Un albero bicolore e un bambino che muore di fame, non servono tante parole, questa immagine fa riflettere e rappresenta in maniera eccezionale il grave gap mondiale al quale stiamo assistendo.

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Il culmine della tecnologia lo si raggiunge con due grandi robot che, attraverso un video di pochi minuti, illustrano l’importanza di frutta e verdura nell’alimentazione.

Non solo, nella stessa sala sono raffigurati vari di questi alimenti e, per ognuno di essi, ci sono scritte le rispettive calorie. E così si impara che anche con la verdura non bisogna esagerare!

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Anche questo è un padiglione pieno di sorprese, che necessiterebbe più spazio per essere raccontato!

Proseguendo si accede ad un’altra area della sala con una tavola multimediale apparecchiata, avvicinandosi a questa si può interagire con i vari piatti proposti dalla cucina Coreana, piatti suggeriti come soluzioni per una vita sana.

Infine un “prato tecnologico”, una distesa di piatti e alimenti tipici, colorati e raccontati a tempo di musica.

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1 – EMIRATI ARABI UNITI

Per me hanno vinto, non c’è altra storia.

Hanno vinto per essere riusciti a lasciarmi senza parole, per avermi emozionato, per aver non solo utilizzato una tecnologia senza eguali, ma una sensibilità inaspettata nel raccontare i problemi del nostro mondo.

Fuori il padiglione richiama le famose dune del deserto, la quale sabbia è stata utilizzata per donare il giusto colore alle pareti.

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Il percorso inizia subito con la spiegazione dei principali problemi che gli UAE riscontrano, tra cui poca acqua e il disboscamento delle zone più verdi. Tutto questo attraverso ologrammi, tecnologia che verrà poi riproposta durante tutta la visita.

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Gli Emirati Arabi Uniti vogliono raccontare il problema dell’eccessiva costruzione edilizia che ha portato al disboscamento di numerose Palme e quindi alla perdita del dattero, frutto ricco di sostanze nutritive proposto come soluzione ai problemi di fame nel mondo.

Per fare questo, tutto parte dalla storia della piccola Sara e della sua famiglia, proveniente dagli Emirati. Nella prima sala, un cortometraggio racconta il grave problema dell’acqua, quasi totalmente assente nel deserto e quindi in generale negli UAE. Non a caso, Dubai è una delle principali aree dove l’acqua viene presa direttamente dal mare e poi desalinizzata.

Sara compare anche nella sala successiva, quasi fosse vera, tramite un ologramma insieme a sua madre e ci racconta quali potrebbero essere le soluzioni alla scarsità di acqua e cibo.

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Gli Emirati raccontano le forti proprietà nutritive del dattero e di alcune alghe presenti nel mare. Ma non solo, nell’ultima area del padiglione viene presentato Dubai 2020, il prossimo Expo. E con esso tutta una serie di altri progetti eco – sostenibili, come la costruzione nel deserto di un grande impianto di pannelli solari, i quali saranno tutti operativi entro il 2030.

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Quindi energia, eco sostenibilità e soluzione concrete, senza tralasciare interattività, tecnologia e divertimento.

Manca qualcosa per aggiudicarsi il primo posto? A mio parere no, questo è stato il primo padiglione che ho visto e, nonostante i successivi siano stati tutti interessanti, gli Emirati Arabi Uniti hanno lasciato in me qualcosa in più!

E voi, a chi avete assegnato il primo posto?

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