EXPO 2015: IL PODIO!

Eravamo rimasti al quarto posto con il Marocco, ma chi si è aggiudicato il podio a Expo 2015?

La mia personale classica vede sui primi tre gradini Nazioni che sono state per me una vera scoperta. Ma vediamo di chi si tratta!

3 – ANGOLA

Questa nazione non era nella lista dei padiglioni che avrei voluto vedere finché non ho iniziato a leggere varie recensioni su Internet che mi hanno convinto (e ho fatto bene!).

Presente e passato, tecnologia e tradizione, l’Angola ha affrontato molto bene il tema expo: entrando, ci si trova davanti a delle alte colonne che mostrano video di persone che parlano della propria terra. Alcuni sono giornalisti di telegiornali nazionali, altri lavoratori nel campo del turismo, dell’industria.

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Il padiglione è suddiviso in 3 piani e lo si percorre attraverso una sorta di percorso obbligatorio, esattamente come in molti altri Paesi.

La tecnologia è in netto contrasto con le immagini tradizionali della cultura Angolana raffiguranti il lavoro nei campi delle donne. Queste stesse immagini sono poi associate a proiezioni di frutta, verdura e alimenti comuni nella zona. Ci sono diversi computers attraverso i quali si possono leggere informazioni su agricoltura e allevamento, nonché caratteristiche di tipici attrezzi utilizzati per lavorare.

Mi ha affascinato molto l’unione del progresso tecnologico al lavoro tradizionale, un Paese in via di sviluppo che conserva comunque le sue radici.

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Proseguendo, l’Angola non solo racconta la sua cucina illustrando piatti tipici, ma offre la possibilità a tutti di imparare e magari prendere qualche appunto, mostrando video-ricette (assolutamente al passo con i tempi, dove cucinare e filmarsi è diventato molto popolare!) e consigliando quantità corrette per ogni ingrediente.

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Per raccontare questo padiglione forse ci vorrebbe un intero articolo visto che non sono mancati cortometraggi sulle tipiche danze e tradizionali riti Angolani, ma anche arte moderna, giochi per bambini e un interessante video che raccontava la costruzione del padiglione stesso, dal progetto alla realizzazione.

E ancora un mini supermercato con prodotti tipici e una grande terrazza su Expo che ospita piante presenti nella Nazione.

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Insomma che dire.. l’Angola è stata una bellissima scoperta, mancano pochi giorni alla fine di expo.. non perdetevela!

2 – COREA DEL SUD

Frutta, verdura e disturbi alimentari. Condite tutto con una tecnologia di alto livello ed il padiglione della Corea è pronto!

Forse l’unica Nazione che ha fortemente illustrato i problemi alimentari, a partire da una curiosa raffigurazione del concetto di “grasso” , un insieme di bolle sopra le quali diversi corpi in sovrappeso si muovono. Ecco il concetto di obesità e alimentazione scorretta, rappresentato dalla Corea del Sud.

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Ma il forte impatto è dato dalla rappresentazione successiva:

Il bianco e il nero, il poco e il troppo, la fame e l’obesità.

Un albero bicolore e un bambino che muore di fame, non servono tante parole, questa immagine fa riflettere e rappresenta in maniera eccezionale il grave gap mondiale al quale stiamo assistendo.

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Il culmine della tecnologia lo si raggiunge con due grandi robot che, attraverso un video di pochi minuti, illustrano l’importanza di frutta e verdura nell’alimentazione.

Non solo, nella stessa sala sono raffigurati vari di questi alimenti e, per ognuno di essi, ci sono scritte le rispettive calorie. E così si impara che anche con la verdura non bisogna esagerare!

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Anche questo è un padiglione pieno di sorprese, che necessiterebbe più spazio per essere raccontato!

Proseguendo si accede ad un’altra area della sala con una tavola multimediale apparecchiata, avvicinandosi a questa si può interagire con i vari piatti proposti dalla cucina Coreana, piatti suggeriti come soluzioni per una vita sana.

Infine un “prato tecnologico”, una distesa di piatti e alimenti tipici, colorati e raccontati a tempo di musica.

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1 – EMIRATI ARABI UNITI

Per me hanno vinto, non c’è altra storia.

Hanno vinto per essere riusciti a lasciarmi senza parole, per avermi emozionato, per aver non solo utilizzato una tecnologia senza eguali, ma una sensibilità inaspettata nel raccontare i problemi del nostro mondo.

Fuori il padiglione richiama le famose dune del deserto, la quale sabbia è stata utilizzata per donare il giusto colore alle pareti.

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Il percorso inizia subito con la spiegazione dei principali problemi che gli UAE riscontrano, tra cui poca acqua e il disboscamento delle zone più verdi. Tutto questo attraverso ologrammi, tecnologia che verrà poi riproposta durante tutta la visita.

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Gli Emirati Arabi Uniti vogliono raccontare il problema dell’eccessiva costruzione edilizia che ha portato al disboscamento di numerose Palme e quindi alla perdita del dattero, frutto ricco di sostanze nutritive proposto come soluzione ai problemi di fame nel mondo.

Per fare questo, tutto parte dalla storia della piccola Sara e della sua famiglia, proveniente dagli Emirati. Nella prima sala, un cortometraggio racconta il grave problema dell’acqua, quasi totalmente assente nel deserto e quindi in generale negli UAE. Non a caso, Dubai è una delle principali aree dove l’acqua viene presa direttamente dal mare e poi desalinizzata.

Sara compare anche nella sala successiva, quasi fosse vera, tramite un ologramma insieme a sua madre e ci racconta quali potrebbero essere le soluzioni alla scarsità di acqua e cibo.

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Gli Emirati raccontano le forti proprietà nutritive del dattero e di alcune alghe presenti nel mare. Ma non solo, nell’ultima area del padiglione viene presentato Dubai 2020, il prossimo Expo. E con esso tutta una serie di altri progetti eco – sostenibili, come la costruzione nel deserto di un grande impianto di pannelli solari, i quali saranno tutti operativi entro il 2030.

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Quindi energia, eco sostenibilità e soluzione concrete, senza tralasciare interattività, tecnologia e divertimento.

Manca qualcosa per aggiudicarsi il primo posto? A mio parere no, questo è stato il primo padiglione che ho visto e, nonostante i successivi siano stati tutti interessanti, gli Emirati Arabi Uniti hanno lasciato in me qualcosa in più!

E voi, a chi avete assegnato il primo posto?

EXPO 2015: La mia classifica!

Nutrire il pianeta, questo il tema principale di Expo 2015.

Da un lato la fame nel mondo, dall’altro i disturbi alimentari da alimentazione sbagliata. Le risorse che vengono a mancare, gli sprechi che aumentano.

Come possiamo far fronte a tutti questi problemi? Ogni Nazione ha detto la sua.

Tante sono state le critiche verso l’esposizione più attesa dell’anno ma, onestamente, ho riscontrato anche diversi lati positivi.

Nel bene o nel male ritengo che sia stata una bella esperienza partecipare ad Expo, specie se nella mia Nazione e quindi facilmente raggiungibile (Dubai 2020 non sarà proprio dietro l’angolo..).  Scoprire culture e tradizioni di Paesi non ancora visitati, assaggiare piatti tipici o addirittura scoprire la bellezza di una nazione fino ad allora sottovalutata.

Ma quali sono stati i Paesi che meglio hanno raccontato il tema centrale?

In effetti credo che non proprio tutti abbiano parlato dei veri problemi del pianeta, tanti forse hanno pensato più a pubblicizzare il proprio paese come se fosse una grande fiera sul turismo (No!!! NON CI SIAMO!)

Tralasciando il famosissimo problema delle file interminabili che rallentavano la visita ai padiglioni, ecco qui la classifica dei Paesi visti da me!

8 – NEPAL

Ultimo posto solo per non aver parlato abbastanza del tema centrale di Expo; ma si sa, il padiglione del Nepal non è stato ultimato a causa del terremoto dello scorso Aprile.

Nonostante ciò, ho apprezzato tanto il loro voler ricreare angoli del proprio Paese, con la riproduzione della pagoda e le statue disposte in diverse aree, incluso il grande Buddha al centro di un piccolo tempio a piano terra.

C’è anche un angolo ristoro con piatti tipici, ma andateci solo se amate le spezie!

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7- MESSICO

Settimo posto per un Paese caldo e da me amato, a malincuore devo ammettere che in questo Padiglione mi aspettavo qualcosa di più.

Il Messico ha voluto mostrare al mondo tutti gli investimenti che un paese in via di sviluppo fa ed è pronto a fare, nel campo della medicina, agricoltura e settore industriale. Insomma corretto, coerente, ma mancava un po’ di tradizione.

Appena si entra ci si trova davanti un grande schermo con un video di presentazione della nazione, a mio parere un po’ vuoto di cultura e tradizioni.

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Al piano superiore un angolo dedicato alle zone del Paese più conosciute, con un video che racconta la loro cucina tipica attraverso un famoso Chef, ovviamente Messicano.

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6 –  Russia

Bel Padiglione, ma non da podio!

Tema affrontato solo in parte, anche qui si ha voglia principalmente di pubblicizzare il paese con poche soluzioni alla fame nel mondo e a disturbi alimentari come l’obesità..

All’entrata si viene accolti da pareti luminose raffiguranti tutti i tipi di piante presenti nel territorio Russo. Al centro della sala la riproduzione di un laboratorio chimico dove ci servono una bevanda tipica (che più che russa mi pareva la nostra conosciutissima Sprite).

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Proseguendo un grande libro capovolto presenta la Russia ai fornelli, tra pane tipico e antichi utensili. Qui le pareti luminose cambiano soggetti e mostrano foto di ingredienti e piatti comuni nella loro cultura.

Ho trovato molto bella l’idea del libro che racconta la storia del paese.. BRAVI!

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Proseguendo al piano superiore si accede all’area dedicata all’arte moderna, alla religione Ortodossa e al piccolo bar… che non ha nulla di tipico ma è utile per un po’ di relax!

Un’altra rampa di scale e si arriva sulla terrazza: musica, cocktails, vista dall’alto su Expo2015. Non male, ma sappiate che ci sono terrazze più belle, come quella della Germania che è tra le più consigliate!

5 – Giappone

Ebbene si, non è sul podio e non vi meravigliate! Otto ore di fila ogni giorno per poterlo visitare, tutti ne parlano, tutti desiderano entrarci. Va bene. Ci vado anche io, 4 ore di fila di prima mattina per entrare e… restare delusa.

Il tema centrale  “Diversità Armoniosa” è letteralmente sovrastato da tecnologia già vista e rivista.

La prima sala richiama le 4 stagioni, raccontate attraverso tipiche stampe e con un  video purtroppo solo in Giapponese.

La seconda sala è buia, sulle parete di specchi vengono riprodotte immagini dell’ambiente tipico delle risaie Giapponesi. Non mi è piaciuto!

Ed eccoci arrivati alla chiacchieratissima cascata blu.

L’interattività è sicuramente l’aspetto predominante di questa esperienza, si scarica l’app del Giappone e, inserendo il telefono in scomparti sotto la cascata, si possono toccare foto di cibi, agricoltura e leggerne le informazioni.

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Bello, d’effetto, ma 4 ore per giocare con un IPAD gigante mi sembrano eccessive.

Forse giocare a “fruit ninja” sarebbe stato più divertente. Non ho trovato niente di stupefacente in questo “gioco”.

Con questo non intendo dire che il padiglione del Giappone non meriti una visita, ma sicuramente non vale 4-8 ore in piedi.

La sala successiva è quella che ho apprezzato maggiormente, caratterizzata da tante vetrine contenenti i vari cibi tipici della cucina Giapponese.

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Questa area del padiglione è seguita dalle “Soluzioni” proposte dalla nazione per affrontare i problemi del mondo interattivo. Ci sono 4 mappamondi  dove è possibile cliccare sul continente o stato interessato per conoscere dati e immagini dei problemi da risolvere.

Da questo momento in poi si può decidere se uscire dal padiglione oppure restare per lo spettacolo del “Ristorante del futuro”. Io consiglio di restare principalmente alle famiglie con bambini che apprezzeranno sicuramente lo spettacolo e le canzoni.

Per quanto riguarda tutti gli altri, se avete tempo godetevi lo spettacolo, altrimenti correte a mettervi in fila per altri padiglioni!

All’interno del ristorante si fanno alcuni giochi interattivi con le bacchette e un display che ciascuno ha davanti a se (niente di affascinante, ahimè).

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Prima di andarvene non perdetevi le varie proposte culinarie, assaggiate la cucina Giapponese!

Ps: si, anche per mangiare la fila è lunga!

4 – MAROCCO

Il podio si avvicina, ma questo Paese non è da meno rispetto ai primi tre!

Bello, bello, bello! Creativo, colorato e colmo di richiami alla natura e il cibo.

Suddiviso nelle diverse aeree del paese dove, a seconda del clima e del terreno, vengono coltivati differenti alimenti.

In modo semplice ma caratteristico il Marocco racconta le sue potenzialità nella coltivazione e il relativo utilizzo nella cucina tipica.

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Al termine della visita c’è un carinissimo negozietto che vende diversi prodotti del paese. Non perdetevelo!

Ci vediamo sul podio!

80 Giorni nel Sud Est Asiatico : la mia intervista a Paolo Lusso

Un viaggio che sogno da diverso tempo quello nel Sud Est Asiatico.

Per ora, ho potuto “viaggiare” attraverso gli occhi di chi in quei luoghi vi è appena stato.

Paolo Lusso mette in sospeso il lavoro, la quotidianeità, la routine e parte per quasi tre mesi, da solo, alla scoperta di paesi come Indonesia, Cambogia, Vietnam.

10 Domande per racchiudere emozioni ed esperienze di un viaggio indimenticabile.

1- Ciao Paolo, quali paesi hai visitato nel tuo ultimo viaggio?
Ciao Mara, innanzitutto grazie a te che gestisci un blog che cerca di far venire voglia di viaggiare a chi non ha ancora fatto esperienze simili alle mie/tue in giro per il mondo.
Nel mio ultimo viaggio ho avuto la fortuna di visitare la stupenda Indonesia , l’incredibile Vietnam, il selvatico Laos, la splendida Cambogia (qui ci ho lasciato il cuore) e la Thailandia, anche se solo per una decina di giorni nel Sud. (non posso propriamente dire di aver “visto” la Thailandia….).
2- Come nasce l’idea di fare un viaggio di questo tipo, per di più da solo?

L’idea di intraprendere un viaggio simile nasce dal bisogno di Libertà totale, dal bisogno di staccare la spina da quella che comunemente chiamiamo “vita normale” , dal bisogno di vedere com’è l’altra faccia del mondo, “cosa fanno di là” per vivere e per rendermi conto che ognuno di noi è solamente una briciola in un mondo fatto di pane……

Per me non c’è nulla di più bello , interessante, avvincente del viaggiare da soli zaino in spalla, “fuori dal recinto del proprio giardino….” dove metti letteralmente in gioco te stesso. Dopo l’esperienza del cammino di Santiago fatto in solitaria durante i mesi invernali 3 anni fa, non ho più smesso di viaggiare o comunque pensare al prossimo viaggio, alla prossima meta. E’ una droga , e ci sono “sotto” pesantemente.
3- Le 3 cose  che più ti sono rimaste in presso durante questa esperienza.
La socievolezza degli asiatici (maggiormente in indonesia e cambogia),
La maestosità dei paesaggi,
La magnifica convivenza e il rispetto reciproco tra persone con differente religione (come in Indonesia)

4- Alloggi e mezzi di trasporto, come ti sei organizzato ?

Ho prenotato esclusivamente in anticipo le prime due notti a Jakarta in Indonesia dove ho incominciato il viaggio.
Da li in in avanti senza lonelyplanet , solo parlando con la gente del posto , gestori di ostelli e altri viaggiatori.
Ho sempre trovato ostelli, homestay o simili dove dormire e mangiare con il miglior rapporto qualità/prezzo (basta sempre sapersi accontentare) .
Come mezzi di trasporto ho sempre utilizzato i trasporti locali , tuk-tuk , becak, treni, bus fatiscenti, bus di ultima generazione, mototaxi, carretti trainati da asini e in Vietnam ho avuto la brillante idea di comprare una meravigliosa Honda Win 100cc che mi ha portato da Ho Chi Min fino ad Hanoi in 3 settimane ; purtroppo ho preso anche due aerei per mancanza di tempo….

5- Qual’è la cosa che più ti mancherà del sud est asiatico?

La libertà,la semplicità e soprattuto l’umiltà della vita asiatica.

6- Pochi giorni fa ti ho curiosamente chiesto come avessi fatto ad ottenere dal lavoro tutto questo periodo di “ferie” e tu mi hai risposto “patti chiari e amicizia lunga”. Che cosa intendevi?
Beh! Significa che ho preso accordi con l’azienda nella quale lavoro prima di iniziare a lavorarci stabilmente.
Per me non c’è nulla di piu importante del viaggiare in stile “backpacker“. La mia mente, il mio fisico, la mia anima necessitano almeno di 60 gg all’anno (che sono NULLA), per poter spiegare le ali in totale libertà in giro per il mondo.
Dunque o l’accettavano o me ne andavo. E per ora tutto sta funzionando bene , siamo organizzati ed ho dei colleghi splendidi che me lo permettono!

7- Durante questo viaggio ci sono state esperienze dure o negative che non ti saresti aspettato?

Com’è che si dice…  “Non è sempre Domenica”??
Assolutamente sì, ma come per ogni viaggio bisogna mettere in conto la possibilità di fare brutte esperienze, incontri spiacevoli e situazioni talvolta “pericolose”, che si risolvono tutte a seconda della tua predisposizione all’avventura, al tuo modo di porti , alla capacità di mantenere il sangue freddo anche quando vorresti correre via ai mille all’ora….
Ho fermato il braccio di un vietnamita che era praticamente dentro il mio zaino mentre stavo facendo colazione in strada, sono scappato via alla vista di un coltello a 5cm dal mio addome da parte di un ladyboy fatto di crack in un bar malfamato in Laos , sono “letteralmente” saltato giu dalla mia moto in corsa per non finire spiaccicato sul parabrezza di un bus. Ma ce ne sarebbero da raccontare ancora molte altre!

8- A chi ha intenzione di intraprendere un viaggio come il tuo che consigli dai?

Non sono mai stato bravo nei consigli ma posso provarci :
PARTITE. VIAGGIATE SEMPRE. NON FERMATEVI
PIU’ STATE FERMI E MENO VI MUOVETE….
Non abbiate paura, buttatevi, comunque vada sarà un successo.
Uscire fuori dal “vostro giardino di casa” non può che far bene alla mente.
Siate gentili, educati e rispettosi dei “locals” e riceverete tutti gli aiuti e l’amore del mondo.

9- Quale sarà la tua prossima meta?

Prossima meta oserei dire Nuova Zelanda o Sud America , o entrambe.

10- Mi piacerebbe ci regalassi uno scatto per ogni paese visitato, o anche più di uno se vuoi, così per provare a vedere quei paesi con gli stessi occhi di chi come te ci è appena stato.

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Viaggi e tatuaggi: ricordi impressi sulla pelle

Per moda, per amore, amicizia, famiglia, per ricordare esperienze e perchè no fantastici  viaggi.

I tatuaggi sono ormai stati sdoganati nella nostra società, anche se ancora troppo bigotta rispetto ad altre realtà nel mondo!

Ma diciamo la verità, oggigiorno è più raro trovare qualcuno che non abbia almeno un pezzetto di pelle sporco di inchiostro che l’esatto contrario.

Ma perchè ci tatuiamo? Beh, le motivazioni possono essere parecchie, spesso e volentieri si segue la moda, ma non sottovalutiamo la categoria di persone che come me scelgono di farsi tatuare qualcosa che vale la pena ricordare.

E tra queste cose non può che rientrare la passione per i viaggi, da sempre il mio grande amore.

Sono tanti i travellers che si tatuano frasi, oggetti, simboli per ricordare un viaggio.

Che dire di Bill Passmann, che ha deciso di tatuarsi il planisfero politico sulla schiena e farsi colorare di volta in volta i paesi visitati? Forse una scelta un po’ azzardata, ma sicuramente originale e di grande impatto.

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Esistono anche tatuaggi più piccoli per ricordare un viaggio anche se iniziano ad essere visti e stravisti, quindi forse è il caso di stare attenti.. e ricercare un po’ di originalità!

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Ad oggi ho 6 tatuaggi, di cui 2 fatti in ricordo di un viaggio.

Il primo non richiama il paese dove mi trovavo, ma rispecchia quello che questo paese mi ha dato. Ho vissuto a Malta per tutta l’estate 2013 e, prima di tornare a casa, ho deciso di tatuarmi “mi sonrisa es mi paz“.

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Il mio sorriso è la mia pace e l’ho capito dopo averlo ritrovato, in seguito ad un periodo non troppo felice. Malta è stata la svolta, la nuova pagina bianca tutta da scrivere, l’inizio di un percorso interiore nuovo e soddisfacente. Malta mi ha ridato il sorriso facendomi capire che solo con questo ho la mia pace, non si dovrebbe mai smettere di sorridere.

Il secondo tatuaggio, recentissimo, l’ho fatto insieme ad una grande amica, nonché favolosa compagna di viaggio. Abbiamo deciso di ricordare il nostro road trip in Andalusia (maggio 2015) tatuandoci sulla caviglia una piccola ballerina di flamenco. L’Andalusia, ma soprattutto il viaggo e le esperienze vissute durante quei giorni saranno sempre nelle nostre menti, ma perchè non imprimere anche sulla pelle un momento così bello?

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WE TRAVEL NO TO ESCAPE LIFE, BUT FOR LIFE NOT TO ESCAPE US.

Vegetariani in viaggio : KEEP CALM AND EAT VEG !

Da quando sono vegetariana ne ho sentite davvero di tutti i colori da parte di chiunque non la pensasse come me, c’è un po’ l’idea che noi vegetariani mangiamo solo lattuga (figuriamoci cosa si pensa dei vegani!).

Non c’è dubbio che il pasto occupi un momento importante della vacanza e spesso, quando si viaggia lontano da casa, ci si scontra con tradizioni culinarie molto diverse dalle nostre che non sempre sono in grado di soddisfare il nostro palato.

Per chi ha esigenze alimentari particolari, come noi vegetariani, spesso la questione si fa ancora più difficile. Secondo la mia esperienza, posso confermare di non essere mai morta di fame durante i miei viaggi!

Anzitutto, se non siete in luoghi sperduti  potete dare un’occhiata al sito dell’ IVU (International Vegetarian Union) nei quali trovate ristoranti vegetariani e vegani in tutto il mondo e soprattutto alberghi veg friendly.

Ma di siti come questi o simili ne esistono parecchi, come www.vegetarianguides.co.uk, dove è possiible acquistare guide per vegetariani per ogni paese del mondo.

Tralasciando il fatto che oggi tutto il mondo è più sensibile verso una vegetarian e/o vegan life, la tematica che vorrei affrontare oggi riguarda il viaggiare veg senza guide specifiche o ristoranti di nicchia. Come si fa?

Bastano piccoli accorgimenti e tanta pazienza, virtù che nasce spontanea quando una scelta come la nostra è più importante del senso della fame.

Non sempre, infatti, ci si trova in luoghi organizzati con ristoranti vegetariani. Per esperienza, posso dirvi di essere andata forse due volte in un ristorante specializzato, la restante parte mi sono dovuta arrangiare, senza mai rischiare di restare a stomaco vuoto.

IN RISTORANTE: non esiste ristorante che non vi possa aiutare. Anche se i prinicpali piatti sono a base di pesce e di carne, ogni ristorante avrà del riso in bianco, delle verdure, delle patate al forno/fritte o, nella peggiore delle ipotesi, pane e burro a volontà.

ATTENZIONE AI RISOTTI: è vero che magari vi propongono un bel risottino alla verdure ma sappiate che (quasi) tutti utilizzano il dado animale, non vegetale! Quindi se non siete sicuri meglio pane, verdure, insalata, qualcosa che certamente non contenga niente di animale. Il riso in bianco comunque lo fanno tutti.

ATTENZIONE anche alle verdure grigliate: io prendo sempre insalate o ratatouille, le verdure sono spesso grigliate dove 5 minuti prima è stata cotta una costina. Che dite, meglio evitare no?

IN GIRO: in viaggio si sa, si mangia diversamente, le abitudini cambiano e con esse anche le sostanze che il nostro corpo riceve ogni giorno. Non è evidente andare in un paese e trovarsi subito una bella fettina di soia ( anche se oggi sono più conosciute in tutto il mondo) con delle buone verdurine di contorno. Quindi fatevi furbi e nel vostro zaino fate scorta di ferro a volontà… come? Mandorle e noci, la frutta secca è per noi un toccasana (senza esagerare!).

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Cinque mandorle e cinque noci la mattina prima ancora di fare una buona colazione vi aiuteranno ad integrare ferro. Vi consiglio anche pistacchi e semi di zucca!

Solitamente quando viaggio porto con me anche l’alga spirulina, che contiene grandi quantitativi di proteine oltre che vitamina b12 e ferro. La trovate in comodissime pastiglie in un piccolo barattolo. Nel vostro zaino non può mancare un piccolo contenintore-integratore !

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Se viaggiate in luoghi turistici e conosciuti non avrete sicuramente problemi a pasteggiare con pizza, pasta, focacce, panini e quant altro. Ma ripeto, non dimenticatevi del ferro e delle proteine. Anche solo 10 giorni mangiando solo insalata, carboidrati o verdure di ogni tipo non va bene, integrate con leguimi tra cui ceci e lenticchie!

Ovviamente, noi vegetariani mangiamo il formaggio, ma in vacanza non è così facile trovarne senza caglio animale. Almeno che non lo compriate voi stessi in qualche supermercato nella zona!

Per tutti gli altri viaggi un po’ più wild, organizzate il vostro zainetto!

Vi lascio con solo alcune delle frasi bizzarre che NOI VEGETARIANI ODIAMO e che sentiamo non solo ogni qual volta qualcuno viene a sapere della nostra scelta!

“Se vuole abbiamo il toast ma le tolgo il prosciutto…. “

“Ma non vuole carne perchè è vegetariana o allergica?” (Nel dubbio dico sempre di avere allergie così sono sicura si mettano paura nel darmi cibi con tracce di carne o pesce).

“Cavoli vegetariana… e cosa mangi? Niente praticamente”

– Cibo con strutto: “guardi che in questa brioches di strutto ce n’è pochissimo, giusto qualche traccia”.

“Si vede che non mangi carne, sei bianca…” (forse perchè dovrei abbronzarmi?)

“Con questa moda di essere vegetariana però la devi finire. L’uomo è nato per cacciare e mangiare carne… è la catena!”

“Dai tanto oramai è già morto, se non lo mangi tu lo mangia qualcun altro!”

Devo continurare? Credo sia abbastanza per farvi fare quattro risate!

A quelli che mi dicono “Da sempre l’uomo caccia per mangiare” rispondo che per fortuna ci siamo evoluti, oggi si può fare a meno della carne per sopravvivere!

Cibarsi di sofferenza NON può essere un piacere e, davanti a un video di uccisione di animali, l’80% di voi smetterebbe di mangiare la fettina che ha appena addentato.

Buon appetito!

L’ABC del viaggiatore : 21 lettere per viaggiare!

Viaggi, esperienze, avventure, fotografie, pensieri, tramonti, ricordi, amicizie… viaggiare è questo e molto altro ancora. Spiegare cosa sia per noi viaggiare richiede sempre molto tempo, molti esempi, insomma una passione non può essere raccontata in due minuti!

Eppure forse un modo c’è… avete mai sentito parlare dell’ABC del viaggiatore?

Un metodo semplice e simaptico per racchiudere in 21 lettere il MIO VIAGGIARE!

A come Andare! Andare ovunque, purchè si viaggi, si scoprano nuovi luoghi e culture, nuove parti di me, nuove persone, nuovi paesaggi. Io vado!

B come Birmania: un luogo che ho promesso di visitare molto presto… è il sogno di una vita intera.

C come Casa : viaggiare per tanto tempo può sembrare la cosa più bella al mondo… in realtà quando si è lontani spesso non si desidera niente di più della propria casa, intesa come nido di affetti e sicurezza.

D come Dakar: la prima città africana che ho visitato, prima di procedere il mio tour per il Senegal. Dakar è caos, caldo, traffico, asfalto, sabbia, mercati, musica, colori. Dakar mi è rimasta nel cuore.

E come Esperienza: questo è il viaggio, quello vero, quello vissuto al 100%. Durante i miei viaggi ho vissuto momenti di sconforto, affrontato vari imprevisti, ma non mi sono mai lasciata sconfiggere dal panico… anche quando è capitato che fossi sola! Viaggiare è esperienza.

F come Francia: ancora non ho ben capito il mio rapporto con i francesi, a parte qualche amica non è che mi vadano molto a genio. Eppure non posso negare che uno dei miei tour più belli è stato quello in Costa Azzurra.. per non parlare di un bell’aperitivo ammirando la Senna e una gustosa cenetta con vista sul Sacro Cuore.

G come guesthouse: ci sono viaggi e ci sono vacanze. Quando viaggio e non riesco a fare couchsurfing, opto per le guesthouse.. qui si conosce gente da ogni parte del mondo, per lo più giovani backpackers all’avventura come me! Ci vuole tanto spirito di adattamento e a volte un po’ di coraggio!

H come happiness : quando viaggio sono felice, quella felicità che spesso ricerchiamo con fatica nella vita quotidinana. Perchè se essere sereni è uno status, essere felici è un attimo, un momento, un istante. Picchi di gioia che riempiono il cuore!

I come Ispirazione: un viaggio non nasce mai per caso, ma da un’ispirazione, da un desiderio, da un sogno.

L come Libertà: “travel to be alive” è uno dei miei tanti motti. Quando viaggio sono libera, viva.

M come musica: senza di lei non si può viaggiare, è l’amica speciale dei viaggi in solitaria e la compagnia perfetta per un viaggio tra amici.

N come New York: il mio primo viaggio in America, il viaggio del diploma. Io ed un’amica immerse nella grande mela.. ricordi indelebili di una realtà fino ad allora vista solo nei film!

O come ospitalità: spesso si è diffidenti, introversi, si ha paura di ospitare e anche di essere ospitati. Solo viaggiando al di fuori delle zone turistiche mi sono resa conto di quanta gente brava e generosa ci sia al mondo.

P come Photos: non mi separo mai dalla macchina fotografica durante un viaggio, per me è importante immortalare attimi, situazioni, paesaggi, scene di vita. Ripercorrere il viaggio attraverso delle foto è come viaggiare una seconda volta.

Q come Qui: “voglio vivere qui”.. “voglio restare qui”! sono le frasi che ripeto ogni volta che viaggio .. o quasi! Insomma, in ogni luogo ci vorrei passare sempre più tempo di quello che ho a disposizione!

R come risparmiare : questa è la parola d’ordine di chi ama viaggiare.. ed è una vera fatica… ma SEMPRE ripagata!

S come Spagna: la mia seconda lingua, il secondo paese che amo di più dopo la mia terra. Non so cosa mi leghi di preciso a questa nazione, ma sono quasi convinta di averne fatto parte in qualche vita precendente! Amo la Spagna e non smetterò mai di girarla in lungo e in largo!

T come Tempo: quello che spesso mi manca per poter viaggiare come vorrei. Ed è anche quello che passa lento quando viaggio da sola e sono immersa nei miei pensieri. T come tempo, T come tramonto. Io, un po’ di musica e il mare. #libertà

U come unforgettable: una cosa che non dimenticherò mai? Lo sguardo dei bambini senegalesi. Loro… che con quel poco che hanno riescono a sorridere, dancoci una forte lezione di vita.

V come Venezia: una città che mi ha lasciato senza fiato. Niente aerei, siamo in Italia, vicino casa, una meraviglia del mondo.

Z come Zoo: ogni volta che visito una città ce n’è uno ed il mio unico pensiero è sempre lo stesso: entrare e liberare tutti quei poveri animali. Anche quando vi sembrano “immersi in un’oasi” sappiate che non c’è animale che sia felice se preso e portato lontano da casa. #ioboicotto